L'EX ICI VERRA' CALCOLATA A PARTIRE DAL PROSSIMO ANNO, AUMENTANDO NOTEVOLMENTE I VALORI CATASTALI DEGLI IMMOBILI.
Ritorna, come previsto nelle scorse settimane, l'ICI sulla prima casa, con nome nuovo e modalità diverse.
Il decreto "Salva Italia", presentato dal Presidente del Consiglio, prevede la reintroduzione della tassa sugli immobili che verrà denominata IMU, Imposta Municipale Unica, introdotta dal decreto sul federalismo e che avrebbe dovuto sostituire l'ICI nel 2014.
Sulle prime case questa nuova imposta, che sarà attiva a partire dal 2012, verrà calcolata al 4 per mille sulle abitazioni principali e sulle pertinenze delle stesse, e con percentuali del 7,6 per mille sulle seconde case. In questo caso le aliquote saranno differenziate in base la numero degli immobili posseduti dal contribuente stesso.
La tassa sulla prima casa, inoltre, potrà usufruire di una franchigia di € 200,00 che solleverà leggermente i contribuenti. La base imponibile dell'ex ICI verrà calcolata aumentando del 60% i valori catastali attuali degli immobili.
Chi non risiede nelle abitazioni di proprietà sarà costretto inoltre a un esborso annuale sostanzioso dell'IMU, mentre chi possiede immobili di scarso valore fiscale sarà gravato da un'imposta molto più bassa.
A ogni singolo comune verrà lasciata una considerevole discrezionalità, cosa che le vecchie norme non concedevano. Per ipotesi l'amministrazione municipale potrebbe decidere di aumentare la franchigia dei 200,00 € e annullare completamente l'imposta. Situazione questa che è quasi impossibili che si verifichi in quanto la stessa manovra ha tagliato alcuni trasferimenti agli enti locali e quindi difficilmente i comuni potranno non avere bisogno di questo tributo.
Il comune potrà inoltre decidere di aumentare o diminuire l'aliquota dell'IMU delle abitazioni principali, di due millesimi di punto, mentre, per quanto concerne le seconde case, le amministrazioni, partendo dall'aliquota base del 7,6 per mille, potranno alzare o diminuire tale imposta di tre punti millesimali, calcolandola sempre in base al valore catastale dell'immobile: in questo modo il tributo potrà oscillare da un minimo di 4,6 per mille a un massimo di 10,6 per mille a seconda delle decisioni prese da ogni singolo comune; per le seconde abitazioni non sono previste inoltre franchigie che agevolino i contribuenti come previsto per le prime case.
fonte: L'aren@ffari casa 14/12/2011.


