Secondo la pubblicazione di Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie italiane, la casa continua a rappresentare la principale fonte di ricchezza con un valore nel 2008 di 4.700 miliardi di euro a fonte di quasi 8.300 miliardi di ricchezza complessiva.
Dalla ricerca emerge che le attività reali con 5.715 miliardi rappresentano il 69% della ricchezza, le attività finanziarie il 41% con 3.374 miliardi e le passività il 10%.
Per quanto riguarda le attività reali, quasi l'82% del valore risulta in abitazioni, il 6% fabbricati non residenziali, poco più del 6% impianti e macchinari, terreni 4% e oggetti d valore 2%. La ricchezza in abitazioni nel 2008 è aumentata del 2,8% a prezzi correnti mentre risulta in calo dello 0,4% a prezzi costanti. Dunque, investitore nel mattone conviene, anche in momenti di crisi.
E vendere? Dipende: sì, se l'immobile rappresenta solo un costo o se si vuole acuqistare un'altra casa. Viceversa, è meglio aspettare se si vuole costituire un reddito. Parola delle principali agenzie immobiliari italiane, che ammettono un flessione della compravendita di immobili, ma, a loro giudizio, i tempi bui stanno finendo: la ripresa infatti incomincia nel 2010.
Dopo una corsa al mattone durata anni, in Italia ci si è incominciato a chiedere se vale ancora la pena investire in immobili: nel Belpaese, oltre l'80% è proprietario di una casa. Ma al di là delle personali necessità, il mattone costituisce sempre un "bene rifugio"? In effetti, il mercato immobiliare rimane uno dei settori dell'economia raale con meno rischi. Non ci sono controindicazioni per investire nel mercato immobilire: se lo confrontiamo con i rendimenti azionari, è oggettivamente in grado di reggere la crisi.
Non dimentichiamo che l'investimento in un lasso di tempo medio lungo non ha mai deluso e ha sempre dato soddisfazione.


